Exodus, uno sguardo in anteprima all’RPG sci-fi che punta alle vette del genere
Archetype Entertainment ci ha svelato molti dettagli sul gioco. Ecco tutto ciò che sappiamo!
Personalmente ho sempre percepito dei limiti negli RPG AAA dal setting fantascientifico. Che si tratti di limitazioni alla libertà di movimento ed esplorazione – vedi ad esempio le tante costrizioni che hanno azzoppato Starfield, ben lontano dalle premesse iniziali – o un’integrazione mai del tutto riuscita di dinamiche action nel combat system – il sistema radiale alla Mass Effect, per quanto immediato ed efficace, trovo sacrifichi troppo la componente tattica – non ho ancora trovato un gioco di questa nicchia in grado di appassionarmi convintamente. Al di là di compagini narrative appassionanti e ben scritte, c’è sempre stato qualche elemento di gameplay che trovavo cozzasse con le ambizioni di creare un videogioco di ruolo davvero memorabile.
Dopo qualche anno di calma piatta, siamo in procinto di assistere ad un revival del genere: basti pensare all’annuncio di Fate of the Old Republic, il sequel spirituale di uno degli RPG più apprezzati della storia; o a The Expanse: Osiris Reborn, l’attesissima prima prova di Owlcat con un action-RPG ad alta fedeltà grafica. In questo filone si inserisce anche Exodus, opera prima di Archetype Entertainment la cui uscita è fissata per il 2027.
Nell’ambito del Future Games Show è stato mostrato un video gameplay di circa 20 minuti, che ha finalmente presentato alcune delle meccaniche chiave del titolo. Pochi giorni prima GLHF ha avuto la possibilità di vedere lo stesso video in anteprima e di fare domande agli sviluppatori nel corso di una presentazione riservata. Ecco cosa abbiamo scoperto.
IL grande esodo
Exodus ha una trama che fonda le sue premesse in un arco narrativo di ben 40.000 anni di storia, ma prima ancora di indagarlo si può dire che il concetto di esodo rappresenti la genesi stessa di Archetype Entertainment. Lo studio fondato in seno a Wizards of the Coast è capeggiato da James Ohlen e Chad Robertson, due veterani fuoriusciti da BioWare. In particolare Ohlen vi lavorò per oltre 20 anni, arrivando a ricoprire il ruolo di Senior Creative Director e contribuendo a plasmare pietre miliari degli RPG come i primi due Baldur’s Gate e Dragon Age: Origins.

Ma nel team militano anche veterani come Drew Karpyshyn, che fu Writer di KOTOR e Mass Effect; e il Director Chris King, che lavorò come designer in Volition per diversi anni a titoli delle serie Saints Row e Red Faction, militando poi in BioWare nella fase meno fortunata della sua storia (era nei team di Mass Effect: Andromeda e Anthem). Inoltre nelle fila di Archetype milita personale che ha lavorato a grossi franchise quali The Last of Us, Halo e altre produzioni AAA.
Insomma lo storico dei membri del team non fa dubitare circa le competenze nell’ambito delle produzioni ad alto budget, né in quelle specifiche degli RPG e degli action-adventure ad alta fedeltà grafica. Ora bisogna cercare di capire se il pool di talenti sia al servizio di un progetto dotato di una forte visione artistica e narrativa, a corredo di un gameplay funzionale ed appagante.
L’esodo che dà il titolo al gioco è quello della specie umana dal pianeta Terra, divenuto progressivamente inabitabile. Quello che per noi è un evento posto diversi secoli nel futuro – cioè l’abbandono del pianeta natìo da parte di gigantesche astronavi chiamate Arche – è in realtà la preistoria di Exodus, i cui eventi accadono circa 40.000 anni dopo la partenza. Le Arche sono giunte alla volta della galassia Centauri alla ricerca di pianeti colonizzabili.
Nei millenni intercorsi è successo di tutto: alcuni umani sono mutati in creature superiori dette Celesti, che hanno raggiunto vette di sapienza e tecnologia incomparabili. D’altro canto questo ha innescato conflitti di portata spaziale che hanno fatto scomparire intere civiltà. Molte Arche hanno impiegato eoni a raggiungere posti sicuri, e i loro abitanti si sono trovati ad essere una specie ormai superata, venendo schiavizzati dalle civiltà superiori. Gli animali sono stati evoluti in esseri senzienti – Awakened – in grado di interloquire con gli umani, e i pianeti terraformati nascondono ancora parecchie insidie.
diluizione temporale
La domanda che ho posto al team – tanto per risultare subito simpatico – è stata quale sia, al di là di competenze e know-how dei membri dello studio, la caratteristica fondamentale che sarà in grado di distinguere Exodus dalla concorrenza agguerrita di titoli dello stesso genere che sono attualmente in produzione, e che possa contribuire a far spiccare il gioco nel panorama di riferimento. Archetype ha voluto sottolineare il concetto di diluizione temporale (time dilation) che sarà un principio cardine tanto della lore quanto dello sviluppo dell’intreccio e del gameplay, poiché inciderà sulle scelte del giocatore.

In Exodus vestiremo i panni di Jun, un Traveller, ovvero un esploratore che setaccia mondi alla ricerca di reperti tecno-archeologici lasciati dalle civiltà Celesti estinte, con cui migliorare la vita di Lidon, sua colonia natale, minacciata dal diffondersi di una piaga misteriosa. Jun e la sua squadra devono ricorrere ai salti nell’iper-spazio per coprire distanze siderali, ma ciò altera inevitabilmente lo spazio-tempo: ogni missione intrapresa implica lo scorrere di vari anni, anche decenni, una volta tornati alla base.
Ciò significa che il contesto attorno a noi cambierà radicalmente ogniqualvolta torneremo a casa da una missione. Amici e conoscenti potrebbero essere morti o andati a vivere altrove, città e governi potrebbero essere radicalmente differenti rispetto a come le abbiamo lasciate, e le azioni svolte nel passato potrebbero avere ricadute difficilmente prevedibili nel futuro.
Archetype ha adottato questo approccio per far sì che ogni decisione presa dal giocatore abbia un impatto notevole sul mondo di gioco, di cui spesso potremo renderci conto solamente a moltissimi anni di distanza, nonché sulle scelte di progressione che verranno concesse. Ciò obbligherà ad una fase di preparazione estremamente accurata, in cui nulla potrà essere lasciato al caso. Oltre alle scelte legate alla diluizione temporale ci saranno quelle contingenti legate alle specifiche missioni, che ne determineranno l’andamento, e quelle relative ai rapporti con i compagni di squadra che modificheranno la loro opinione nei nostri confronti.
Il cast è molto variegato poiché nel nostro party non ci saranno solo umani, ma anche Awakened. Il gameplay video ha introdotto il misterioso personaggio di C.C. Orlev, interpretato da Matthew McConaughey, che avrà un ruolo preponderante nella storia e in cui ci imbatteremo a più riprese lungo tutto il corso dell’avventura. Di più non è stato detto, ma rimanendo sul punto delle scelte in mano al giocatore, è interessante notare che i manufatti dei Celesti che raccoglieremo in missione hanno proprietà particolari che dovremo decidere come usare, tenendo conto che ciò potrebbe avere conseguenze sconosciute sul futuro della nostra colonia natale.
Sci-fi di ruolo
La presentazione non si è sbottonata troppo su argomenti quali build, classi e personalizzazione del personaggio. Tuttavia, con riferimento al combat system Archetype ha sottolineato che ci saranno molti approcci possibili, dai più cauti e guardinghi ai più caciaroni e distruttivi, e il gioco metterà a disposizione un ampio arsenale per sperimentare soluzioni diverse. Exodus è un action RPG in terza persona che ci porterà ad esplorare mondi lontanissimi, ciascuno con il suo habitat e i suoi pericoli. Da questo punto di vista il combattimento assumerà un ruolo di primo piano nell’economia del gameplay. Come detto, al di là della presenza di un classico albero di abilità – che non è stato mostrato – non si sa granché in merito al character building.
D’altro canto il team ha citato sia Mass Effect sia Horizon come fonti di ispirazione per il combat system, che promette di offrire tanta azione frenetica e spettacolare, con al tempo stesso la necessità di pensare a quali strumenti utilizzare per cavarci di impaccio nelle situazioni più concitate. A partire dalla nostra arma di ordinanza: un fucile riciclatore multi-funzione che permette di estrarre risorse utili dal mondo in cui ci troviamo, oltre ad poter adottare varie configurazioni di attacco. Ma potremo anche rinunciarvi in buon parte per adottare un approccio stealth, o addirittura uno diplomatico che potrebbe evitarci totalmente uno scontro.

Quando non si può fare a meno di menare le mani, Exodus mette a disposizione varie soluzioni per assicurare un combattimento soddisfacente e appagante. Nel trailer si assiste a un’incursione in una base colma di nemici. Possiamo metterli fuori uso silenziosamente o ricorrere alle maniere forti equipaggiando svariate tipologie di bocche da fuoco. Sono presenti sia un sistema di coperture sia la pausa tattica con ghiera di abilità, in pieno stile Mass Effect. I nostri compagni di squadra sembrano agire autonomamente in battaglia, e non è chiaro se potremo impartire loro degli ordini diretti o quantomeno assegnarli dei comportamenti predeterminati. Non è stato nemmeno esplicitato se sia possibile assumerne il controllo diretto, ma a occhio e croce direi di no.
Da quanto visto nel trailer sembra che Jun sia dotato di abilità soprannaturali legate al combattimento: la ghiera permette sia di equipaggiare armi e oggetti da lancio, sia di utilizzare i nostri poteri per danneggiare i nemici. Nel video ad esempio vediamo Jun generare una lancia energetica per poi scagliarla come un giavellotto che esplode all’impatto col nemico. La qualità e varietà di queste azioni è tutta da esplorare.
Il potere della scelta
A questo va aggiunto un sistema di moralità, semplificato in due scelte ben distinte – Paladino e Immortale. Esso avrà un impatto significativo tanto sulla possibilità di plasmare i macro-eventi di trama quanto il rapporto con i nostri compagni di squadra (a proposito, con molto di essi potremo intraprendere relazioni sentimentali). Gli sviluppatori hanno sottolineato che Jun non sia un guscio vuoto privo di personalità come accade in RPG alla Skyrim, bensì avrà una sua psicologia predeterminata su cui il giocatore potrà intervenire per plasmarne il carattere e le intenzioni. Una soluzione molto simile a quella adottata per modellare il personaggio di Shepard in Mass Effect. Tra l’altro, in Exodus potremo modellare le fattezze del protagonista come vorremo, nonché deciderne il genere.

Il focus sulle scelte del giocatore è stato fortemente sottolineato da Archetype. Tali scelte evolveranno anche qualitativamente nel corso dell’avventura, divenendo sempre più dirimenti non solo per noi, ma per l’intera comunità. Inizieremo infatti con l’essere un signor nessuno, ma nel corso della storia otterremo sempre più popolarità e autorità, e saremo chiamati a prendere decisioni che non impatteranno più solamente sulla nostra vita o il destino dei nostri compagni, ma avranno conseguenza profonde sull’intera Lidon.
In questo senso la natura roleplay di Exodus emergerà sempre più prepotentemente con il procedere dell’avventura. Ecco perché la ramificazione dell’esperienza produrrà esiti che potranno essere visti solo da pochi giocatori, a seconda delle scelte compiute nel corso della partita.
Exodus è un gioco di ruolo d’azione fantascientifico estremamente ambizioso, e il team è apparso entusiasta del lavoro svolto fin qui e pieno di aspettativa per la risposta del pubblico. Forse non sarà in grado di superare i limiti che da sempre percepisco nel genere, ma ha senza dubbio dimostrato la volontà di provare a superarli. Il gioco è in arrivo su PC, PS5 e Xbox Series nel 2027.