Creative Aurvana Ace 3 vs Zen Air SXFI: alta fedeltà o immersione totale? Il Confronto
“Che cuffie compro?” È una di quelle annose domande tipo “Cosa fai a capodanno?” o “Quando ti sposi?” a cui tutti, prima o poi (più prima che poi), dobbiamo rispondere. Se prima però la risposta era abbastanza semplice, adesso orientarsi nel mercato degli auricolari, true wireless, dove la promessa di “audio rivoluzionario” è sempre dietro l’angolo risulta complesso anche per uno con l’orecchio assoluto come Mozart.
E quindi che si fa? Creative (un’azienda che di suono ne sa parecchio visto che viene dai tempi delle gloriose schede audio Sound Blaster ci mette sul tavolo due proposte estremamente interessanti e destinate a filosofie di ascolto completamente diverse: da un lato, le Aurvana Ace 3, un concentrato di tecnologia pura dedicato agli audiofili; dall’altro, le Zen Air SXFI, campionesse di versatilità e immersività pensate per la vita di tutti i giorni.
Se siete quindi indecisi su quale sarà il vostro prossimo compagno musicale, mettetevi comodi e preparatevi a un viaggio tra driver a stato solido, olografia spaziale, codec ad altissima risoluzione e autonomie da record.
Creative Aurvana Ace 3: il futuro dell’audio è a stato solido
Le Creative Aurvana Ace 3 non sono dei semplici auricolari; sono una dichiarazione di intenti. Con questa iterazione, Creative punta direttamente al vertice della categoria mid-premium, sfidando a viso aperto colossi del settore con una scheda tecnica che, fino a pochi anni fa, sarebbe stata pura fantascienza in questo formato.
Iniziamo dall’impatto visivo, perché viviamo in un mondo in cui l’occhio vuole innegabilmente la sua parte. Le Aurvana Ace 3 si distinguono immediatamente per un look moderno e orgogliosamente “tech”. La scocca traslucida, impreziosita da sfumature che virano tra il blu profondo e il viola, conferisce agli auricolari un aspetto raffinato, permettendo di intravedere parzialmente la complessa ingegneria interna. È un design coraggioso che si allontana dal solito e monotono bianco o nero plastico a cui questo mercato ci ha abituati.
La custodia di ricarica è estremamente compatta, ben rifinita e scivola senza problemi nella tasca dei jeans più stretti. Presenta inoltre un pratico aggancio per un cordino laterale, un dettaglio che i pendolari apprezzeranno sicuramente. Al netto del design ricercato, l’ergonomia non è stata sacrificata: con un peso piuma di soli 4,75 grammi per auricolare, le Ace 3 si inseriscono nel padiglione auricolare con una naturalezza disarmante in qualsiasi tipo di orecchio. Nella ricca confezione, infatti, troviamo ben cinque misure di gommini in silicone (XS, S, M, L, XL), che garantiscono a chiunque, indipendentemente dalla conformazione dell’orecchio, di trovare il sigillo acustico perfetto, essenziale per la resa dei bassi e l’isolamento passivo.
La magia dei driver xMEMS
Il vero cuore pulsante delle Aurvana Ace 3 è il loro sistema a doppio driver ibrido, che combina un driver dinamico tradizionale da 10 mm (dedicato esclusivamente alla gestione delle frequenze basse e medio-basse) con un rivoluzionario driver a stato solido xMEMS per i medi e gli alti.
xMEMS però non è l’ennesima sigla che trovate sul pacchetto, ma una tecnologia fondamentale quando si parla di suono di alto livello. I driver tradizionali, infatti, che utilizzano una bobina mobile e un magnete per muovere il diaframma, hanno dei limiti fisici legati al peso e all’inerzia meccanica. I driver xMEMS, invece, sono micro-altoparlanti realizzati in silicio tramite gli stessi processi produttivi dei microchip. Essendo privi di bobine pesanti, reagiscono agli impulsi elettrici con una velocità strabiliante e una precisione chirugica. Il risultato all’ascolto? Un suono che definire “cristallino” è riduttivo.
Le frequenze alte non soffrono mai di distorsione, anche a volumi elevati, e la separazione strumentale è sbalorditiva. Ascoltando un brano jazz complesso o una sinfonia orchestrale, si riesce a isolare mentalmente ogni singolo strumento. I piatti della batteria brillano senza mai risultare sibilanti, le voci femminili respirano in modo naturale, e il driver dinamico da 10 mm interviene a riempire il fondo con un basso rotondo, corposo, ma sempre incredibilmente controllato. Non c’è “fanghiglia” sonora; tutto è perfettamente a fuoco.
Connettività senza compromessi
Anche un driver tanto eccellente però risulta del tutto inutile se la sorgente audio viene compressa da un Bluetooth scadente. Per questo Creative ha armato le Ace 3 fino ai denti con lo standard Bluetooth 5.4, la più stabile iterazione del sistema di trasmissione dati, accompagnato dalla piattaforma Snapdragon Sound.
Per i possessori di smartphone Android compatibili, parliamo praticamente del non plus ultra. Le Ace 3 supportano non solo i classici SBC e AAC, ma integrano i codec aptX Lossless, aptX Adaptive e LDAC. Altre sigle che in breve significano che potete trasmettere file musicali in qualità CD reale (senza perdita di dati) o file in alta risoluzione fino a 24-bit/96kHz. Se siete abbonati a servizi come Spotify Premium o Apple Music (su Android), queste cuffie sono in grado di spremere ogni singola goccia di qualità sonora dal vostro abbonamento premium.
Non sentiamo tutti allo stesso modo: l’età, l’orecchio allenato e le abitudini di ascolto modificano la nostra sensibilità a determinate frequenze. Per questo la tecnologia Mimi Sound Personalization, integrata nell’app di controllo delle Ace 3 propone un breve test uditivo (della durata di un paio di minuti) e crea un profilo sonoro unico, modellato specificamente sulle carenze del nostro orecchio. Una volta attivato il profilo Mimi, l’audio non diventa semplicemente “diverso”, ma assume una ricchezza e una brillantezza che nemmeno sapevamo di aver perso.
Tra ANC e autonomia: il pelo nell’uovo perfetto
Sul fronte della cancellazione attiva del rumore (ANC), fondamentale in qualsiasi dispositivo di ascolto moderno, Creative ha fatto enormi passi avanti rispetto alle generazioni precedenti. L’ANC ibrido adattivo delle Ace 3 riesce infatti a sopprimere efficacemente il ronzio sordo dei motori (le abbiamo testate in macchina, in treno e in aereo), e gestisce in modo competente anche i rumori improvvisi o il chiacchiericcio in ufficio. Ottima anche la modalità Ambient, che lascia filtrare l’audio esterno in modo naturale.
Le Aurvana Ace 3 sono cuffie davvero eccezionali, ma se in tutto questo dobbiamo trovare il classico pelo nell’uovo, quel pelo riguarda i microfoni durante le chiamate. Pur contando su sistemi avanzati di riduzione del rumore ambientale per la voce, l’audio trasmesso all’interlocutore, specialmente in condizioni molto ventose o caotiche, può risultare a volte un po’ metallico o artefatto. Sono cuffie perfette per le chiamate rapide, ma forse non l’ideale per condurre lunghe riunioni, specie se camminate nel traffico cittadino.
Per quanto riguarda l’autonomia, invece, siamo in media col mercato: le Ace 3 garantiscono circa 7 ore di ascolto per singola carica (che scendono a circa 4-5 ore con ANC attivo e codec ad alta risoluzione come l’LDAC), per un totale di 26 ore utilizzando l’energia immagazzinata nella custodia. Il tutto supportato dalla comodissima ricarica wireless Qi e dalla ricarica rapida (10 minuti nella custodia per un’ora di ascolto).
Creative Zen Air SXFI: l’olografia spaziale per tutti
Mettiamo ora da parte l’hi-fi purista e spostiamoci su un terreno più quotidiano, versatile ed estremamente accessibile. Le Creative Zen Air SXFI si propongono sul mercato a un prezzo che non supera i 79,99 €, praticamente quasi alla metà del prezzo delle Aurvana Ace 3, aggredendo la fascia media con una promessa intrigante: portare l’audio tridimensionale tipico delle sale cinematografiche dentro le nostre orecchie e senza svuotarci il portafogli.
A partire dal design infatti, adottano un approccio estetico marcatamente minimalista. Presentate in un elegante colore grigio scuro opaco (o bianco ghiaccio), offrono un design sobrio e funzionale. La custodia di ricarica è gradevole, con inserti metallizzati all’interno e magneti molto decisi per mantenere gli auricolari al sicuro. Va detto, però, che la custodia è leggermente più voluminosa rispetto a quella delle Ace 3, il che potrebbe farsi sentire da chi è molto esigente in termini di misure.
Le cuffie però non sono ingombranti e anzi, una volta indossate, la situazione cambia radicalmente. Le Zen Air SXFI sono sottili, ergonomiche e quasi impercettibili. Con la certificazione IPX5 contro sudore e schizzi d’acqua (caratteristica condivisa con le Ace 3), si rivelano compagne eccellenti anche per le sessioni di allenamento più intenso sotto una pioggia leggera.
L’olografia spaziale SXFI, quasi un superpotere
Il vero elemento di differenziazione di queste cuffiette con le sorelle più grandi, risiede però nel loro stesso nome: SXFI, ovvero Super X-Fi. Si tratta di una tecnologia proprietaria di Creative basata sull’audio computazionale. Cosa significa? Solitamente, quando ascoltiamo in cuffia, l’audio viene proiettato direttamente dentro i nostri timpani, creando un palcoscenico sonoro ristretto, confinato all’interno della nostra testa.
La tecnologia Super X-Fi utilizza l’app companion per mappare la forma della nostra testa e delle nostre orecchie tramite la fotocamera dello smartphone. Una volta elaborati questi dati, applica degli appositi algoritmi per ricreare l’acustica di un sistema di altoparlanti multi-canale di fascia alta (come un impianto 7.1) posizionato in una stanza reale.
Il risultato, attivabile con un semplice tocco, è stupefacente, specialmente con i contenuti video. Guardare un film d’azione o una serie TV con le Zen Air SXFI e la modalità Super X-Fi attivata cambia totalmente le regole del gioco. L’audio “esce” dalla testa per spaziare intorno a noi; le voci provengono chiaramente dallo schermo di fronte, mentre gli effetti ambientali ci circondano. Anche per determinati generi musicali (come l’elettronica, la musica classica o i concerti live), l’effetto di ampiezza è impagabile, sebbene i puristi dell’audio potrebbero trovare la riproduzione musicale un po’ artificiale rispetto alla registrazione originale in stereo.
Tra cancellazione del rumore e prestazione sonore i vantaggi della connessione Multipoint
Dal punto di vista dell’hardware puro, le Zen Air SXFI si affidano a solidi driver in neodimio da 10 mm. Il suono è energico, con bassi parecchio potenti ma che riescono a non prevaricare sulle frequenze medie e alte. Si sposano perfettamente con il pop, l’hip-hop e il rock, offrendo una dinamica divertente e coinvolgente, pur senza la precisione clinica dei driver xMEMS delle sorelle maggiori. Per quanto riguarda i codec, ci fermiamo agli standard AAC e SBC che vanno benissimo se non si ricerca una purezza assoluta del suono.
Un vantaggio colossale di queste cuffie, soprattutto considerando la fascia di prezzo, è la presenza del Bluetooth 5.3 con connessione Multipoint. Questa funzione permette di collegare gli auricolari contemporaneamente a due dispositivi, ad esempio il PC aziendale e lo smartphone personale. Potete guardare un video su YouTube dal laptop e, qualora dovesse squillare il telefono, gli auricolari passeranno automaticamente la connessione allo smartphone per permettervi di rispondere alla chiamata. Una comodità a cui, una volta provata, è difficile rinunciare.
Troviamo anche qui la cancellazione attiva del rumore, supportata da ben 6 microfoni integrati. L’efficacia è notevole per la fascia di prezzo, capace di abbattere drasticamente i rumori a bassa frequenza del traffico urbano, isolandoci in una piacevole bolla di silenzio. I comandi touch sono ampiamente personalizzabili tramite app, anche se i numerosi preset disponibili possono rendere, inizialmente, l’utilizzo dei tocchi un po’ macchinoso (una cosa condivisa anche con le Ace 3).
Campionesse incontrastate di autonomia
Se la batteria è la vostra principale ansia, le Zen Air SXFI vi faranno dormire sonni tranquilli. Sul pacchetto Creative dichiara un’autonomia mostruosa: fino a 12 ore di riproduzione continua con una singola carica degli auricolari (senza ANC), che diventano ben 30 ore totali sfruttando la custodia di ricarica. Le abbiamo testate per diversi mesi e possiamo dirvi che l’autonomia è praticamente quella dichiarata, forse qualche ora in meno, ma in media ci siamo. Anche attivando la cancellazione del rumore, si superano agevolmente le 8-9 ore per singola carica, rendendo questi auricolari i compagni ideali per voli intercontinentali o per intere settimane di tragitti casa-lavoro senza mai dover cercare una presa di corrente.
Il confronto diretto
Tanti dati, tante informazioni, proviamo a mettere in tabella le differenze maggiori tra Aurvana Ace 3 e le Zen Air SXFI per avere una comparazione tra i due concetti di ascolto.
| Caratteristica | Creative Aurvana Ace 3 | Creative Zen Air SXFI |
| Driver | Ibridi: xMEMS (alti/medi) + Dinamico 10mm (bassi) | Dinamici in Neodimio da 10mm |
| Profilo Sonoro | Audiophile, estremamente dettagliato, alti cristallini, neutro ma corposo. | Energico, bassi enfatizzati, immersivo, divertente. |
| Tecnologia Esclusiva | Personalizzazione uditiva Mimi, Auracast, Rilevamento di indossabilità ((la musica va in pausa togliendo l’auricolare) | Olografia spaziale Super X-Fi (SXFI) |
| Codec Bluetooth | SBC, AAC, aptX Lossless, aptX Adaptive, LDAC | SBC, AAC |
| Versione Bluetooth | 5.4 | 5.3 (con Multipoint nativo) |
| Autonomia (Auricolari / Totale) | Fino a 7 ore / 26 ore | Fino a 12 ore / 39 ore |
| Ricarica | Wireless con Qi | Wireless |
| Prezzo di Riferimento | 149,99 € | 79,99 € |
| Design / Case | Traslucido, elegante, compatto | Opaco minimalista, case leggermente ingombrante |
Il suono: fedeltà assoluta vs immersività pura
Abbiamo visto davvero una valanga di qualità e caratteristiche ma come suonano queste cuffie? Se fosse una gara per il miglior suono, le Aurvana Ace 3 vincerebbero a mani basse. L’introduzione della tecnologia xMEMS non è un espediente di marketing, ma una vera rivoluzione tangibile. La capacità di riprodurre file in alta risoluzione grazie a LDAC e aptX Lossless permette di godere di sfumature (come il respiro del cantante prima di una nota, lo scorrimento delle dita sulle corde della chitarra e tutti gli elementi che rendono unici una canzone) che i driver standard semplicemente nascondono. Il profilo sonoro è progettato per chi ascolta la musica analizzandola e vivendola a 360 gradi, non solo subendola passivamente.
Le Zen Air SXFI, d’altra parte, non puntano alla perfezione analitica, ma all’emozione e allo spettacolo. I loro driver da 10mm spingono molto in basso, creando un soundscape corposo. La tecnologia Super X-Fi è un asso nella manica formidabile, ma cambia il paradigma: non state ascoltando una registrazione fedele, state vivendo un’illusione acustica tridimensionale. Meravigliosa per i film e il gaming, ma per l’ascolto musicale critico è spesso preferibile disattivarla e affidarsi al buon vecchio suono stereo.
E quindi quale comprare?
Partiamo da questo presupposto: non esiste l’auricolare perfetto in assoluto, ma esiste sicuramente l’auricolare perfetto per voi in base al vostro stile di vita, al vostro budget e al modo in cui fruite dei contenuti multimediali.
Tra le 2 proposte di Creative testate scegliete le Aurvana Ace 3 se…
Siete degli audiofili o aspiranti tali. Se la vostra priorità assoluta e insindacabile è la qualità del suono. Queste cuffie sono pensate per chi si siede in poltrona (o in treno), chiude gli occhi e si concentra attivamente sull’ascolto di un album. Le consigliamo caldamente a chi possiede uno smartphone Android di fascia alta in grado di supportare l’ecosistema Snapdragon Sound e codec ad altissimo bitrate (aptX Lossless, LDAC). Se pagate un abbonamento mensile per un servizio di streaming musicale in alta definizione, le Ace 3 vi forniranno l’hardware necessario per sfruttarlo a dovere. Inoltre, se avete notato lievi cali uditivi in certe frequenze, la tecnologia Mimi Sound Personalization restituirà vigore alla vostra libreria musicale. Infine, le consigliamo a chi cerca un prodotto esteticamente originale, leggerissimo e dotato di ricarica wireless per il massimo del comfort sulla scrivania.
Scegliete invece le Creative Zen Air SXFI se…
Siete i consumatori multimediali per eccellenza, sempre in movimento. Queste cuffie sono un trionfo di pragmatismo. Ve le consigliamo a occhi chiusi se trascorrete ore a guardare film, serie TV o video su YouTube e i servizi di streaming dal vostro tablet o smartphone perché La tecnologia olografica Super X-Fi trasformerà il vostro dispositivo portatile in una minuscola sala cinema. Sono la scelta obbligata per gli studenti, per i pendolari e per chi lavora in smart working o in ufficio: la presenza del Bluetooth Multipoint vi salverà la vita permettendovi di destreggiarvi fluidamente tra le call sul PC e la musica sul telefono. Inoltre, se vi dimenticate sistematicamente di mettere in carica i vostri dispositivi, le 30 ore di autonomia totale rappresentano un paracadute di sicurezza incredibile. Tutto questo, unito a un ANC solido e a un prezzo estremamente aggressivo, le rende un acquisto “best buy” per chi cerca il massimo rapporto qualità/prezzo e non è ossessionato dai formati audio non compressi.
Simone Alvaro "Guybrush" Segatori
Managing Director e PR Executive di GLHF. Presidente di Roll!Fest, il più grande festival dedicato al gioco di ruolo. Pirata dalla prima onda. Ex di Player.it. Ha scritto per quasi ogni sito di intrattenimento del web, non contento cerca ancora il suo posto nel mondo, una partita alla volta.