La Recensione di Total War Warhammer III Lord of the End TImes
Sono oramai dieci anni che Warhammer ha fatto il suo esordio in Total War, regalandoci una trilogia davvero degna di nota e capace di affermarsi come una delle più apprezzate dell’intero franchise. Una storia quindi lunga e colma di soddisfazioni che, a due lustri di distanza, non ha però alcuna intenzione di avvicinarsi alla propria conclusione.
Non fatevi infatti assolutamente ingannare dal titolo degli ultimi contenuti aggiuntivi rilasciati per lo strategico, ossia Lords of the End Times, perché Total War: Warhammer III promette di avere ancora molto da dire da qui al prossimo futuro.
Quattro contenuti, tanto divertimento
Il nome del DLC – pardon, dei DLC, visto che stiamo parlando a tutti gli effetti di quattro pacchetti distinti – si riferisce infatti a un evento canonico fondamentale della lore di Warhammer, un passaggio fondamentale che apre ufficialmente le porte a una nuova saga, ossia Age of Sigmar. Si tratta di un punto di svolta assolutamente rilevante all’interno dell’universo narrativo, con questi quattro moduli aggiuntivi provano a raccontarlo nel modo migliore possibile.

Ad essere disponibili con il sottotitolo Lords of the End Times fin dalla fine dello scorso settembre sono infatti per l’appunto Nagash, Thanquol, Boris Todbringer e The Glottkin. Ognuno di essi è acquistabile singolarmente al prezzo di 8,99 € e contiene al suo interno una nuova campagna di gioco, nuovi eroi dedicati e truppe inedite pronte a scendere sul campo di battaglia.
A rendere il tutto ancora più interessante è la scelta strutturale compiuta dagli sviluppatori: ognuno di questi contenuti aggiuntivi è completamente a sé stante e non necessita obbligatoriamente del possesso del gioco base per essere fruito. Certo, possedere già Total War: Warhammer III installato sul proprio PC permetterà di sfruttare al massimo ogni singolo contenuto proposto nei vari pacchetti, ma se si è interessati semplicemente a vivere una di queste specifiche campagne è del tutto possibile farlo senza dover effettuare alcun acquisto ulteriore.
Non morti e terribili nemesi
Come avrete probabilmente già intuito dai nomi dei vari DLC, ognuno di essi è interamente dedicato a una fazione e al relativo eroe leggendario che la rappresenta. Nagash è ad esempio il Supremo Signore della Necromanzia, il cui obiettivo primario consiste nell’utilizzare e incanalare i poteri dei non morti per diventare sempre più potente e raggiungere infine lo stato di divinità. Un percorso ambizioso che prevede la ricerca e la raccolta di tomi misteriosi e, ovviamente, l’ottenimento del dominio completo sulle terre emerse e non solo.

Thanquol è invece il Veggente Grigio posto alla guida del clan Scruten degli Skaven, una fazione che cerca costantemente di condurre alla gloria attraverso ardite macchinazioni e oscuri rituali. Boris Todbringer, Conte Elettore del Middenland, ha invece come obiettivo principale nella propria campagna quello di difendere strenuamente l’Impero dalle forze del male e porre una volta per tutte fine alla vita del suo grande nemico giurato, il Signore del Branco Khazrak il Monocolo.
Con l’ultimo di questi quattro contenuti marchiati Lords of the End Times, ossia The Glottkin, torniamo nuovamente a immergerci tra le fila della malvagità e della corruzione più pura, dato che tale pacchetto ci chiederà di metterci direttamente nei panni degli omonimi campioni del Caos incaricati di diffondere marcescenza, malattia e peste anche sul lembo di terra più remoto e inaccessibile della mappa.
Si tratta di quattro obiettivi decisamente differenti tra loro, da perseguire e portare a compimento all’interno di ognuna di queste espansioni. Tuttavia, pur con le dovute varianti legate alle singole fazioni, tutte le campagne mantengono comunque alla fine dei conti come scopo principale quello di espandere il più possibile il proprio regno a discapito delle armate avversarie. Non fatevi in ogni caso ingannare da questa base comune: ognuna di esse riesce infatti a vivere di vita propria e a meritare ampiamente di essere giocata e vissuta fino in fondo.
I contenuti? Ben curati!
Ognuno di questi contenuti aggiuntivi è stato sicuramente realizzato con grandissima cura da parte degli sviluppatori, con le singole fazioni che li contraddistinguono che risultano caratterizzate da meccaniche di gioco e da dinamiche uniche. Il modo in cui potremo far crescere ciascun impero è infatti sensibilmente differente: i seguaci di Boris Todbringer trovano ad esempio grandi benefici dalla costruzione del tempio di Ulric e dai suoi vari sacrari sparsi per il territorio, mentre Nagash ha la capacità di trasformare i terreni conquistati in vere e proprie Necropoli dalle quali attingere sempre più potere e da cui evocare scheletriche forze per rinforzare le proprie armate.

Quello che ci teniamo particolarmente a sottolineare è che, pur non risultando stravolgenti in quanto a meccaniche generali o nuove idee di game design, tutte queste nuove fazioni sono ben distinte tra di loro e dotate di caratteristiche uniche, capaci di differenziarle nettamente anche da tutte quelle già presenti in precedenza all’interno di Total War: Warhammer III.
Questa grande cura riposta nella caratterizzazione delle fazioni si riscontra chiaramente anche in tutti gli altri aspetti di contorno che arricchiscono i DLC, a partire dalle sequenze animate fino ad arrivare alle animazioni delle varie nuove unità. La sensazione che abbiamo avuto durante le quattro campagne è stata infatti quella di trovarci di fronte a un lavoro qualitativamente sullo stesso livello dei migliori contenuti rilasciati per il titolo fino ad ora, senza mai avere la sensazione di avere dinanzi qualcosa di già visto o una semplice reskin di asset precedenti.