LEGO Batman: l’eredità del Cavaliere Oscuro fa, in un solo gioco, tutto quello che la Marvel non è mai riuscita a fare al cinema – Recensione
Batman non è solo un supereroe, è mitologia. Parliamo di quasi novant’anni di storia, quella del fumetto supereroistico, del cinema, della serialità televisiva. Una storia fatta della passione e della forza irrefrenabile di chi non smette mai di guardare il cielo nell’attesa di vedere comparire il bat-segnale.
E allora cosa succede quando una forza irrefrenabile come Batman incontra un oggetto inamovibile come un mattoncino LEGO? La risposta è LEGO Batman, una fusione di stilemi, storie e meccaniche che ha già funzionato benissimo in passato (sia nei videogiochi che al cinema) ma che ha trovato la quadra perfetta ne L’eredità del Cavaliere Oscuro.
IL MULTIVERSO INVISIBILE

Questo nuovo gioco, infatti, fa qualcosa che nessuna casa dei fumetti era mai riuscita a tirare fuori dalle pagine degli albi. Né Marvel in decine di film e serie TV, né la stessa DC nel problematico, quanto deludente, DC Extended Universe. Ovvero creare quello che potremmo definire “multiverso invisibile”. Mi spiego meglio:
LEGO Batman: l’eredità del cavaliere oscuro non prende solo TUTTO (fumetti, film, graphic novel, serie tv, videogiochi) quello che riguarda il crociato incappucciato. Prende proprio il simbolo che Batman rappresenta e le sue infinite sfaccettature. Tutti gli avvenimenti che hanno formato l’iconografia batmaniana nei vari universi e nei vari media. Tutte le storie, i costumi, le frasi celebri. Tutti i momenti che rendono Batman, Batman e li rielabora creando una storia unica e allo stesso tempo un intreccio di storie.
Un multiverso invisibile, appunto, agli occhi del piccolo Batman di mattoncini e che nel gioco funziona su una sola timeline, ma nella mente del giocatore si dipana in infiniti percorsi, alternandosi tra avvenimenti e gadget, in un’eredità batmaniana lunga quasi novant’anni.
Più si conosce Batman e la sua mitologia, più si gode di questo multiverso invisibile. Da cultore dell’uomo pipistrello, in tutte le sue incarnazioni, è stato davvero bello trovare citazioni e vedere come le tante storie e versioni di Batman (e dei suoi comprimari e villains) confluissero in un’unica trama.
Il pregio di questo lavoro di narrativa però è che risulta godibilissimo anche per chi non è un fan sfegatato del cavaliere oscuro. La trama non ha buchi che vanno colmati con un pregresso conoscitivo importante. Si “limita” a funzionare a meraviglia e anzi, spinge a voler approfondire quanto giocato magari spostandosi su altri media.
Naturalmente, essendo un gioco LEGO, l’oscurità delle storie di Gotham City viene attenuata dalla simpatia dei mattoncini. Niente morte o acido in faccia, ma versioni alternative (parecchio divertenti) di celebri avvenimenti che vanno solo ad arricchire l’universo batmaniano (non faccio spoiler ma la nascita di Due Facce è uno dei migliori).
BATMAN ARKHAM, SEI TU?

La serie Arkham ha segnato in più di un modo il videogioco supereroistico diventando sinonimo sia di qualità narrativa che ludica. Nonostante l’ultimo gioco della trilogia principale sia uscito ormai nel lontano 2015, il ricordo della serie è ancora fortissimo, sia nella community che nel mercato videoludico odierno che non ha però ancora saputo eguagliare degnamente il lavoro di Rocksteady Studios (nonostante le voci di un nuovo capitolo, forse un soft/reboot, si rincorrono ormai da anni).
Perché questa premessa sulle serie Batman Arkham? Perché non c’è più bisogno di aspettare! LEGO Batman: l’eredità del cavaliere oscuro è un Batman Arkham a tutti gli effetti, riprendendo lo stesso identico gameplay dei giochi Rocksteady (si anche il fluidissimo sistema di combattimento Freeflow!)
Come nella serie Arkham, anche il piccolo Batman di mattoncini sarà chiamato ad affrontare missioni principali in location chiuse e missioni secondarie (ma esaltanti quanto le principali) in giro per l’immensa e viva Gotham City.

Al chiuso potremo vivere la storia centrale del gioco, sbloccare nuovi eroi e gadget in livelli che fanno della varietà il loro punto di forza. Scordatevi infatti quella ripetitività che purtroppo si avvertiva in molti giochi LEGO di TT Games, qui ogni location è studiata per essere differente, sia nel design che nei puzzle. L’orto botanico di Gotham con Poison Ivy, il Museo di Storia con Firefly, lo Zoo con il Pinguino, ogni luogo è perfettamente in characters, proponendo puzzle ambientali e scontri affini alla location in cui ci si trova.
All’aperto Gotham – che potrà essere visitata sia nelle numerose Batmobili e veicoli disponibili, sia planando da una zona all’altra della città con il rampino – è un tripudio di missioni secondarie e collezionabili. Due cose davanti a cui, nel 2026, molti giocatori storcono il naso. La serie Arkham però ha sempre dimostrato di saper trattare questi elementi non come un mero riempitivo ma come aggiunte importanti e questo LEGO Batman non è assolutamente da meno.
ENTRI NELLA BATCAVERNA E TI SENTI A CASA

A funzionare un po’ da hub tra l’esperienza nei livelli e quella da openworld c’è l’immancabile Batcaverna. Qui il cavaliere oscuro potrà riposarsi, studiare la prossima mossa tramite il bat-computer, o rigiocare le vecchie missioni, espandere la sua tana acquistando gli ampliamenti dai robot scavatori, accedere e visionare l’armadio costumi e lo showcase batmobili, ma soprattutto costruire con i LEGO!
Alcune aree della Batcaverna sono delle vere e proprie arene personalizzabili. Qui il giocatore potrà accedere ad un inventario fatto di oggetti LEGO che potranno essere assemblati per modificare l’antro del cavaliere oscuro. Alcuni oggetti sono solo rifiniture, ma altri, sbloccabili raccogliendo gli immancabili collezionabili, sono dei veri cimeli con cui Batman potrà interagire: la carta gigante del Joker, la moneta gigante, il bat-razzo ma anche il trono da cui sentire la musica metal, la preferita di Batman!
Nella Batcaverna, che è una delle più complete viste in un videogioco dell’uomo pipistrello (se non la più completa), c’è anche una parete collegata ad una lista obiettivi. Basta completare uno di questi per sbloccare degli edifici che andranno a comporre il celebre set dark decò dedicato allo skyline di Gotham di Batman Animated Series.
QUELLO LO PICCHIO E QUELLO LO APPENDO

Abbiamo già accennato al grande ritorno del Freeflow, uno dei migliori sistemi di combattimento visti nel mondo dei videogiochi e che la serie Arkham ha reso incredibile grazie ad un mix di cazzotti e gadget.
Questo titolo LEGO ripropone lo stesso sistema, nemici variegati con scudi e bastoni elettrici con cui non si può agire sempre nello stesso modo e naturalmente un parco gadget vastissimo che può essere sia usato in combattimento sia per risolvere enigmi, ed è diviso tra i protagonisti.
I personaggi giocabili sono infatti diversi, oltre a Batman c’è Gordon, Robin, Batgirl, Catwoman, Nightwing e Talia, ognuno con gadget e abilità specifiche. Batman ha il rampino che può essere usato per trascinare cose e nemici; Robin il bastone che funziona come leva; Batgirl il batarang che hackera sistemi elettrici e il batdrone per esplorare dall’alto e arrampicarsi in punti irraggiungibili. E ognuna di queste caratteristiche e molte altre può essere anche potenziata.
Gli upgrade sono sia generali, come vite e potenza dei colpi, che riguardano tutti i personaggi o esclusivi e che vanno quindi a potenziare o moltiplicare una specifica caratteristica come il numero dei batarang lanciati ad esempio.
Se fino ad ora tutto è filato liscio ed è stato traslato dalla serie Arkham senza intoppi, qualcosina non è andata come doveva sul fronte dello stealth. Questa infatti è la caratteristica più debole del gioco con un sistema davvero troppo semplicistico e spesso basta correre dietro ai nemici e premere il tasto apposito per eliminarli senza problemi. Non c’è difficoltà a fare questo, nemmeno alla modalità Cavaliere Oscuro, la più difficile del gioco. E una volta sbloccato il potenziamento per far fuori i nemici con il rampino da punti sopraelevati il tutto diventa ancora più semplice. Insomma manca di profondità e spesso si tende a preferire una sana scazzottata in Freeflow.