Recensione Philips Evnia 27M2N3800A | Due monitor al prezzo di uno
Dopo la prova del Philips Evnia 32M2N8900 ero arrivato a una considerazione abbastanza semplice: per quanto un QD-OLED da 32″ sia spettacolare, per il mio modo di utilizzare il PC continuo a preferire il formato da 27 pollici. La densità del 4K su questa diagonale è senza dubbio comoda per lavorare e, almeno sulla mia scrivania, il rapporto tra spazio, distanza di visione e definizione dell’immagine è sicuramente più equilibrato.
E allora, quando Philips mi ha proposto di provare il nuovo Evnia 27M2N3800A, non ci ho pensato due volte: bentornati 27″ 4K e benvenuta Dual Mode, un’esclusiva funzionalità che permette di utilizzare il pannello in anche in Full HD (a 320 Hz!).
Detta così, potrebbe sembrare l’ennesimo “gimmick” ma nel mio caso si è rivelata una feature fantastica!

Due monitor, al prezzo di uno
La mattina davanti al PC per lo più ci lavoro, sono un graphic designer e quindi per il mio utilizzo quotidiano un 27″ 4K è una soluzione ideale: ottima definizione, tanto spazio per lavorare con le varie applicazioni e poco spazio occupato sulla scrivania.
La sera, però, il PC cambia completamente utilizzo e diventa un dispositivo da gaming. Qui però dobbiamo fare una piccola digressione: la mia scheda video non è esattamente una RXT 5090 ecco, e quindi considerando la situazione attuale del mercato hardware, tra aumenti di prezzo, disponibilità ballerine e i maledetti datacenter AI che si mangiano tutta la RAM, non ho tutta questa voglia di cambiarla soltanto per poter giocare in 4K… ed è qui che il Philips Evnia 27M2N3800A è diventato mio fedele compagno di avventure e si è guadagnato il posto in prima fila sulla mia scrivania per tutta l’estate, sia per il lavoro che per il gaming.
Questo proprio per farvi capire quanto la Dual Mode sia effettivamente utile nella vita quotidiana e non soltanto una bella voce di marketing.

cose noiose: scheda tecnica
Togliamoci subito il dente, ecco la scheda tecnica:
PANNELLO
- 27″
- Fast IPS
- 3840×2160 fino a 160 Hz
- 1920×1080 fino a 320 Hz
- 1 ms GtG
- Smart MBR 0,5 ms
- DisplayHDR 400
- Luminosità SDR: 350 nit
- Luminosità HDR: fino a 450 nit
- Contrasto dichiarato: 1000:1
- Densità: 163 PPI in 4K
Copertura cromatica:
- DCI-P3 95%
- Adobe RGB 90%
- sRGB 130%
- Delta E < 2 in sRGB
- Adaptive Sync
- G-SYNC Compatible
- Finitura antiriflesso
CONNETTIVITÀ
- 2x HDMI 2.1
- 1x DisplayPort 1.4
- Jack cuffie
AUDIO E FEATURE
- Speaker integrati 2x2W
- Dual Resolution
- Smart Crosshair
- Smart Sniper
- Stark ShadowBoost
- SmartImage Game
- MultiView
- Evnia Precision Center
- LowBlue Mode
- Flicker-Free
ERGONOMIA E COSTRUZIONE
- Regolazione altezza fino a 130 mm
- Tilt
- Swivel
- Pivot di 90°
- Compatibilità VESA 100×100
- Peso: 5,6 kg con stand

unboxing, design e costruzione
Il Philips Evnia 27M2N3800A riprende chiaramente il linguaggio estetico della famiglia di monitor gaming Philips, con un design sobrio e una costruzione che, pur appartenendo alla fascia di prezzo sotto-i-300 quindi decisamente più accessibile rispetto ai modelli OLED della serie, non dà l’impressione di essere particolarmente “al risparmio”.
La scocca utilizza una plastica riciclata con una finitura puntinata che personalmente trovo molto piacevole, soprattutto perché riesce a dare al monitor un aspetto più ricercato rispetto alla classica plastica nera e lucida che troviamo su moltissimi prodotti della stessa fascia. È un dettaglio che probabilmente non cambia nulla nell’utilizzo quotidiano, ma che contribuisce a dare una buona prima impressione già durante l’unboxing.
Il monitor è regolabile in altezza, inclinazione, rotazione e pivot, con una piastra smontabile separatemente che dà l’accesso alle viti per il montaggio VESA, quindi dal punto di vista ergonomico non manca praticamente nulla. In confezione sono anche inclusi un cavo HDMI e un cavo DisplayPort, entrambi ben accetti!

La costruzione è solida anche grazie alla scelta del piede “a V” e insomma sembra che Philips abbia fatto una scelta sensata: si è concentrata sulle caratteristiche che hanno un impatto reale sull’utilizzo senza cercare di trasformare il 27M2N3800A in un prodotto premium a tutti i costi, evitando per esempio l’Ambilight (ok quello mi è mancato, lo ammetto!) e non includendo un hub USB. Consideriamolo insoma una sorta di versione “light” dell’Evnia OLED: stessa famiglia estetica, alcune soluzioni comuni, ma un approccio molto più concreto e soprattutto un prezzo decisamente più accessibile.
C’è però un dettaglio che nel mio caso diventa particolarmente fastidioso, proprio a causa della Dual Mode: il posizionamento del joystick.
Per sfruttare appieno la peculiarità di questo modello, è necessario infilare la mano sul lato destro del monitor per raggiungere i controlli e switchare la modalità tra FullHD e 4K, tramite i comandi in sovrimpressione (OSD – On Screen Display). Ora io con il PC oltre a giocarci ci lavoro e quindi utilizzo una configurazione dual monitor, con il monitor principale a sinistra e il monitor secondario a destra, per cui ho dovuto per forza di cose lasciare una certa distanza tra il 27M2N3800A e il display secondario.
Questa cosa si potrebbe risolvere in un altro modo? Magari tramite software… Ed è proprio qui che si inserisce il secondo problema: la Dual Mode non si può comandare con Evnia Precision Center. Ma ci torneremo dopo.

qualità del pannel… anzi dei pannelli
Sì ok bella la Dual Mode ma parliamo della vera ciccia: alla fine come va questo monitor?
Philips Evnia 27M2N3800A è un Fast IPS e in 4K si comporta esattamente come mi aspettavo: l’immagine è molto definita, i 163 PPI si fanno apprezzare soprattutto quando si lavora con grafica, testi e interfacce e i 160 Hz sono quel gradito tocco in più che rende tutto pià piacevole, anche al di fuori del gaming. La resa cromatica è decisamente buona, con una copertura del 95% dello spazio colore DCI-P3 e un Delta E inferiore a 2 in sRGB. Per chi, come me, passa buona parte della giornata tra Photoshop, Illustrator e compagnia, avere questi 8 milioni di pixel spalmati su 27″ è una bella comodità.
Passando al Full HD ovviamente la definizione cala parecchio ma tanto diciamoci la verità: per giocare si sta tutti spalmati sulla sedia, reclinati all’indietro e quindi non si nota troppo! Quello che si nota è sicuramente la GPU che si sforza di meno e che riesce a tirare fuori molti più FPS, contando che in questa modalità il refresh rate si alza fino a 320 Hz. Ecco qui forse devo fare una confessione: non ho visto tutta questa differenza tra 160 e 320Hz… ma forse perché sono un over 35!
Per quanto riguarda l’HDR, invece, siamo davanti a una soluzione più “ordinaria”: il pannello è certificato DisplayHDR 400 e raggiunge i 450 nit, quindi non aspettatevi la stessa resa che avevo raccontato su OLED insomma, ecco. Diciamo che l’HDR c’è, funziona e può dare qualcosa in più in determinate situazioni, ma non è certo il motivo per cui comprerei questo monitor, anche data la solita gestione a dir poco “pazzerella” di Windows.

Dual Mode e grattacapi software
E arriviamo finalmente alla Dual Mode, cioè il motivo principale per cui questo monitor esiste: con un comando dall’OSD si può passare dalla modalità 4K a 160 Hz a quella Full HD a 320 Hz. L’idea è semplice e, nel mio caso, funziona davvero bene: durante il lavoro rimango in 4K, quando voglio giocare (e la mia vecchia GPU comincia a mostrare i segni dell’età) basta un click e passo al 1080p.
Il problema è che per una funzione che dovrebbe essere LA principale ragione d’acquisto del monitor, il controllo è ancora troppo macchinoso.
Come dicevamo prima, il passaggio deve avvenire per forza tramite il joystick (e in realtà ho mentito perché di click ne richiede 3).
Evnia Precision Center, il software di Philips, permette di intervenire su davvero tantissime impostazioni del monitor direttamente da Windows, ma proprio la Dual Mode rimane legata ai controlli fisici.

E c’è un altro piccolo effetto collaterale: quando si cambia risoluzione, Windows deve ovviamente riconfigurare il desktop, quindi per un attimo lo schermo diventa nero, le icone sembrano impazzire e il PC deve affrontare una qualche tipologia di crisi esistenziale, poi dopo qualche secondo tutto torna al suo posto.
Ok, non è un dramma e stavolta però non è colpa di Philips ma di Microsoft, anche considerando che il cambio di modalità non è qualcosa che farete necessariamente decine di volte al giorno, però è bene saperlo prima di comprare il monitor.