Philips Evnia 32M2N89003

Recensione Philips Evnia 32M2N8900 | quando provi un qd-oled e lo devi mandare indietro

Introduzione

Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di provare il Philips Evnia 32M2N8900, un monitor che ha letteralmente tutto ciò che un nerd come noi possa desiderare: pannello QD-OLED da 31,5 pollici, risoluzione 4K, refresh rate da 240 Hz, HDR e una dotazione di porte completa.

Tra svariate ore di lavoro, gaming, film, serie TV e una quantità imbarazzante di finestre aperte contemporaneamente, è arrivato il momento di tirare le somme.

GLHF - Philips Evnia 32M2N8900 Fronte

SCHEDA TECNICA

Togliamoci subito il dente, ecco la scheda tecnica:

PANNELLO

  • 31,5″
  • QD-OLED Samsung
  • 3840×2160 (4K UHD)
  • 240 Hz
  • 0,03 ms GtG
  • DisplayHDR True Black 400
  • Copertura:
  • DCI-P3 99%
  • Adobe RGB 118%
  • Contrasto dichiarato: 1.500.000:1
  • Finitura: glossy / antiriflesso 2H
  • 10 bit
  • G-SYNC Compatible + Adaptive Sync

Connettività

  • 2x HDMI 2.1
  • 1x DisplayPort 1.4
  • 1x USB-C DP Alt Mode
  • USB hub:
  • USB 3.2 Gen1
  • 2x USB-A
  • USB-C Power Delivery fino a 65W
  • KVM integrato
  • Jack audio

Audio e feature

  • Speaker integrati 2x5W DTS
  • Ambiglow RGB 3 lati
  • Smart Crosshair
  • Shadow Boost
  • Smart Sniper
  • Windows Dynamic Lighting

Ergonomia e costruzione

  • Regolazione altezza 130 mm
  • Tilt e swivel
  • Peso: quasi 10 kg con stand
  • Staffa VESA inclusa separatamente nella confezione

unboxing design e materiali

Già alla consegna del pacco la prima cosa che salta all’occhio durante è il peso: con lo stand montato il Philips Evnia 32M2N8900 sfiora i 10 kg e la sensazione è quella di trovarsi davanti a un prodotto decisamente più importante rispetto alla media dei monitor ai quali potremmo essere abituati.

Nonostante questo primo impatto ostico il montaggio richiede davvero pochi minuti: la base si fissa senza particolari difficoltà e nella confezione è presente anche la staffa VESA dedicata (che è praticamente un’arma illegittima!) per chi preferisce utilizzare un braccetto da scrivania o da muro.

Una presenza gradita e sempre meno scontata di quanto dovrebbe essere, considerando la dimensione e l’ingombro della “zampa” del monitor, che merita però una menzione a parte. È robusta, stabile e svolge egregiamente il proprio lavoro, ma occupa una quantità di spazio non trascurabile sulla scrivania… nulla di drammatico, ma conviene tenerne conto soprattutto se si utilizza una postazione particolarmente compatta (o piena di display secondari come quella di chi vi scrive!).

Dal punto di vista estetico, Philips ha scelto una strada relativamente sobria. Le cornici sono molto sottili, il logo resta discreto e l’intera scocca evita l’aspetto aggressivo (o tamarro, che dir si voglia) che caratterizza molti monitor gaming. La finitura strizza l’occhio all’ecologia perché utilizza plastiche riciclate di qualità e contribuisce a dare personalità al prodotto senza risultare appariscente.

Ma la vera star è il retro, dove troviamo il sistema Ambiglow, la soluzione RGB di Philips che proietta una luce colorata sulla parete alle spalle del monitor così come il famosissimo Ambilight della sua linea di TV premium. L’effetto è piacevole, specialmente nelle ore serali, anche se chi ama personalizzare ogni singolo dettaglio dell’illuminazione potrebbe desiderare qualche opzione in più via software.

display e Pannello

Anche per questo Evnia 32M2N8900, Philips ha utilizzato il celebre pannello QD-OLED Samsung, ormai presente su numerosi prodotti concorrenti. La vera domanda quindi non riguarda tanto il pannello in sé, quanto il lavoro svolto da Philips attorno a questa base già molto solida.

Per questo, come tutti i QD-OLED moderni, anche lui richiede qualche attenzione extra. Il pannello glossy (lucido) offre una resa visiva splendida con neri ancora più profondi del normale, ma mette maggiormente in evidenza riflessi e impronte. A schermo spento è inoltre visibile la classica tonalità violacea tipica della tecnologia QD-OLED Samsung, una caratteristica ormai ben nota a chi segue questo segmento di mercato.

Piccola nota per chi vi scrive particolarmente importante: il pannello dà sempre l’impressione di essere molto delicato. Pulirlo richiede un minimo di attenzione e qualche cautela in più rispetto a un tradizionale monitor LCD: niente detergenti, solo pannetti in microfibra, tocco vellutato piumato delicatissimo. Mi raccomando!

Qualità dell’immagine

Arriviamo al motivo principale per cui dovreste prendere in considerazione un monitor con queste specifiche tecniche: la qualità dell’immagine è semplicemente sbalorditiva.

La frase che mi sono ritrovato a ripetere ad amici e colleghi è stata “è come guardare fuori dalla finestra, non dentro a un monitor”.

I neri assoluti tipici della tecnologia OLED fanno immediatamente la differenza, gli angoli di visione sono praticamente perfetti e la copertura cromatica restituisce colori estremamente ricchi e saturi. In alcuni casi persino troppo, soprattutto per chi proviene da pannelli più tradizionali.

A impressionare maggiormente resta però la combinazione tra risoluzione 4K e refresh rate da 240 Hz.

Il classico UFO Test su un monitor di questo livello è uno di quei momenti che ogni nerd dovrebbe provare almeno una volta: la nitidezza del movimento è eccezionale e trasmette una sensazione di immediatezza che diventa evidente soprattutto negli FPS competitivi o nei titoli più frenetici, ma in generale ti dà una voglia matta di usare il computer velocemente, senza esitazioni, quasi con la sensazione che fare le cose piano possa far offendere il display!

Dopo alcune settimane passate davanti a questo pannello, tornare su un monitor IPS tradizionale ha richiesto qualche minuto di riadattamento, non lo neghiamo.

hdr: quando funziona è bellissimo

L’HDR continua a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti e allo stesso tempo più frustranti dell’esperienza PC.

Il problema non riguarda Philips: come nel 95% dei casi il colpevole rimane Windows.

Ancora oggi capita di dover attivare e disattivare manualmente l’HDR a seconda dell’utilizzo e alcune applicazioni desktop continuano a comportarsi in maniera poco coerente quando la funzione resta attiva.

Anche la gestione della luminosità può risultare evidente in determinate situazioni: le schermate particolarmente luminose e ricche di elementi bianchi mostrano chiaramente i meccanismi di protezione del pannello OLED, con variazioni di luminosità e punto di bianco che anche gli utenti meno attenti noteranno senza difficoltà.

Però quando arriva il momento di lanciare un gioco compatibile con l’HDR, gran parte di queste piccole seccature passa immediatamente in secondo piano: le scene notturne acquistano una profondità difficile da descrivere a parole, le sorgenti luminose sembrano brillare letteralmente e il contrasto (praticamente infinito, tipico dell’OLED) rappresenta ad oggi qualcosa che nessun LCD riesce a pareggiare.

Connettività e funzioni extra

La dotazione di porte è sicuramente uno dei punti forti del Philips Evnia 32M2N8900.

Troviamo infatti due porte HDMI 2.1, una DisplayPort 1.4, una USB-C compatibile con DisplayPort Alt Mode e Power Delivery fino a 65W . Oltre a ciò è presente anche un comodo un hub USB integrato e la funzione KVM (se non sai cos’è: non ti serve; se che cos’è e ti serve: è una manna dal cielo).

Tradotto in termini pratici significa poter collegare contemporaneamente PC, console e portatile (parliamo di ultrabook non eccessivamente energivori) senza sentire limitazioni. La presenza della USB-C da 65W si è rivelata particolarmente utile durante la prova: collegare un notebook con un singolo cavo e ritrovarsi immediatamente alimentazione, immagine e hub USB disponibili è una di quelle comodità a cui ci si abitua molto in fretta.

Da segnalare anche la presenza degli altoparlanti integrati DTS da 5 watt per canale: abbiamo sempre aspettative molto basse a leggere “speaker integrati” nella scheda tecnica di un monitor, ma in questo caso il risultato è stato inaspettato e positivo per tutte quelle situazioni mordi e fuggi come videocall o quando le cuffie sono inesorabilmente scariche.

GLHF - Philips Evnia 32M2N8900 Retro

Software, OSD e protezioni OLED

Come spesso accade nel magico mondo dei monitor, il punto meno convincente dell’esperienza per l’OSD (per chi non lo sapesse: On Screen Display, sarebbe il menù molto anni ’90 che serve per interagire con le impostazioni del monitor).

Il joystick posizionato sul retro funziona correttamente ma non è particolarmente comodo da raggiungere ogni volta che avrete bisogno di modificare qualche impostazione ma c’è un twist: per fortuna Philips mette a disposizione il software Evnia Precision Center (disponibile solo per Windows, niente Linux o MacOS) che consente di gestire molte impostazioni direttamente da PC. Inutile dire che dopo l’installazione abbiamo smesso in tempo zero di utilizzare il menu fisico del monitor.

Non mancano poi le protezioni dedicate al pannello OLED: pixel refresh, sistemi di protezione contro il burn-in e varie funzioni automatiche lavorano costantemente in background per preservare la salute del pannello nel lungo periodo. Sono quelle piccole “routine” con cui ormai ogni possessore di un monitor OLED ha imparato a convivere e che dopo qualche giorno diventano parte della normalità e smettono quasi di farsi notare.

una riflessione: 32″ sì, 32″ no

I 32 pollici sono per tutti? Probabilmente no.

Si tratta di una considerazione molto personale, ma vale comunque la pena condividerla.

Pur apprezzando enormemente la qualità del pannello, continuo a considerare i 32″ una diagonale al limite per l’utilizzo desktop tradizionale. Molto dipende dalla profondità della scrivania e dalla distanza di utilizzo, ma in alcune situazioni il monitor può risultare semplicemente enorme e quasi fastidioso per gli occhi.

Certo: è una questione di preferenze e abitudini, c’è chi non tornerebbe mai indietro e chi (come il sottoscritto) continua invece a trovare il formato da 4K 27″ più equilibrato per il gaming PC ma soprattutto per il lavoro: stesso numero di pixel, in una diagonale minore, significa più densità di pixel!

conclusioni

Il Philips Evnia 32M2N8900 arriva in un momento particolarmente interessante per il mercato dei monitor OLED. Esistono monitor che utilizzano lo stesso pannello? Assolutamente sì, ma questo però non significa che siano tutti uguali.

Il pannello QD-OLED Samsung che utilizza è ormai ben rodato e rappresenta una garanzia di ottima qualità visiva, e attorno a questa base Philips ci ha costruito un prodotto convincente, ben equipaggiato e ricco di funzioni realmente utili e ci ha aggiunto la sua killer feature con Ambiglow.

Dopo alcune settimane di prova il giudizio resta molto positivo e come per ogni prodotto, soprattutto in questa economia, il prezzo è l’unica discriminante: oggi il costo di questa famiglia di monitor, che rimane di fascia altissima, ha iniziato finalmente ad avvicinarsi a una soglia più umana rispetto al passato e il Philips Evnia 32M2N8900 rappresenta una delle proposte più interessanti per chi desidera entrare nel mondo dei monitor OLED senza compromessi.ù

Personalmente, dovendo scegliere OGGI un nuovo monitor, lo prenderei seriamente in considerazione… magari continuando a sperare nell’arrivo di una futura versione da 27″ (pare che la quarta generazione di pannelli Samsung con questa diagonale sia in arrivo… fingers crossed!).

Sappiate solo che una volta provato un QD-OLED non si torna indietro. Io vi ho avvisato.